Nobis indaga la relazione tra due corpi come spazio di confronto, distanza e responsabilità condivisa. La coreografia esplora il confine tra individualità e appartenenza, mettendo in scena un dialogo fisico fatto di opposizioni, appoggi e resistenze. Il movimento si sviluppa come una continua negoziazione tra presenza e assenza, in cui il corpo dell’altro diventa specchio, limite e possibilità di trasformazione.